Stefano Benazzo

San Basilio, Mosca, Russia

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Architettonici

13 gennaio 2015

San Basilio, Mosca, Russia

 

Cattedrale dell’Intercessione della Santissima Madre di Gesù sul Fossato,
detta Tempio di San Basilio
Forse il monumento più profondamente russo, simbolo di Mosca, eretto nel lato Sud della piazza Rossa da Ivan IV il Terribile (1530-1557) quale ringraziamento per la conquista di Kazan’ e Astrachan’ e la vittoria sui Tatari, la Cattedrale è costituita da 10 cappelle a torre, di cui la centrale ha il tipico tetto a piramide degli edifici religiosi russi. La costruzione, la cui forma ricorda le fiamme di un falò che salgono verso il cielo, è iniziata verso il 1555 e termina cinque anni dopo.
Il primo nome della chiesa è “Maria Protettrice sul Fossato” (il fossato del Cremlino), una chiesa probabilmente in legno eretta nel 1545 per il secondo anniversario della conquista di Kazan’. Ivan IV segnò infatti ogni vittoria contro i Tatari con la costruzione di una chiesa memoriale in legno. Alla fine della campagna la Chiesa della Trinità (nel centro dell’attuale Piazza Rossa) era circondata da una corona di sette chiese lignee.
La Cattedrale, originariamente nota come “Cattedrale della Trinità”, successivamente denominata “Cattedrale dell’Intercessione”, fu consacrata nel 1561 e prende il nome da una cappella (la decima), aggiunta sul lato Nord nel 1588, contenente il sepolcro del Beato Basilio (1468-1552 o 1557), noto come “Stolto in Cristo”. Egli, dotato di forte carisma, viveva nelle strade di Mosca seminudo e scalzo in ogni stagione, simulando la pazzia, vivendo di carità, disprezzando il proprio corpo, convinto così di partecipare più attivamente alla passione di Cristo. Gli vengono attribuiti numerosi miracoli. Ivan IV gli manifestò devozione profonda, nonostante il Santo lo avesse sempre rimproverato apertamente per la sua politica sanguinaria.
Il progetto immaginato dallo zar Ivan IV consisteva in una grande copertura a tenda simboleggiante “la tenda di Dio per gli uomini” (sette chiese intorno ad un nucleo centrale), con sette colonne intorno. I due architetti ufficiali, Postnik e Barma (ma forse trattasi di un unico individuo, o forse essi lavorarono alla costruzione in periodi diversi, portavoce di due diverse scuole filosofiche e architettoniche, quella di Pskov e quella moscovita) proposero invece allo zar una soluzione diversa. Una leggenda fa stato di un ordine di Ivan IV di accecare gli architetti, affinché non potessero più costruire niente di simile.
L’impianto attuale, in mattoni rossi, è a pianta centrale a croce iscritta in un quadrato, con i bracci rivolti ai punti cardinali secondo lo schema bizantino. Al centro vi è la cappella di Santa Maria Protettrice, una torre a pigna sormontata da una copertura piramidale sovrastata da un’alta croce. Le otto cappelle circostanti sono torri a forma circolare e ottagonale alternata, coperte con cupole a cipolla o a pigna con pennacchi, tutte differenti fra loro, in lamiera di ferro zincato. Una serie di arcate avvolgenti al primo piano, costruita circa nel 1680, cui si accede attraverso due scalinate situate sul lato Ovest, lega le varie cappelle. La decorazione a elementi geometrici sovrapposti oscilla fra temi ornamentali russi legati alla lavorazione artigianale del legno e della pietra, e temi occidentali cinquecenteschi.
Ognuna delle otto cappelle laterali è dedicata ad una festività del calendario ecclesiastico ortodosso e a un corrispondente Patrono, con un preciso e costante riferimento a ogni avvenimento della guerra contro i Tatari. La cappella ad Ovest, ad esempio, è intitolata all’”Entrata di Cristo in Gerusalemme”, corrisponde alla Domenica delle Palme (10 aprile 1552), e ricorda il solenne annuncio della guerra con il voto di costruire una chiesa per la vittoria, e così via per tutte le altre cappelle.
Originariamente, fino al XVIII secolo, la Cattedrale era sovrastata da 25 “corone d’oro”, riprendendo la descrizione della Città Celeste nell’Apocalisse di San Giovanni, e ricreando i 25 seggi dell’Apocalisse. La Cattedrale acquisì gli attuali vividi colori solo fra il 1680 e il 1848.
Lo schema originario delle cappelle, isolate fra loro ma percorribili, è stato da parecchie fonti interpretato come un richiamo al “Tempio di Salomone”. Nelle relazioni ufficiali sulla sua costruzione viene usato per la Cattedrale di San Basilio il nome di “Gerusalemme”, e in molti testi della liturgia ortodossa vi è un continuo richiamo a termini come “Tempio della Saggezza”, “Casa di Dio” o “Gerusalemme Celeste”.
La Cattedrale non assomiglia a nessun altro edificio russo, nell’intero millennio tra il V e il XV secolo. Gli archi a mensola potrebbero essere ricondotti alla tradizione bizantina e, a ritroso, asiatica. Non risulta un influsso diretto degli stili contemporanei occidentali (Rinascimento, Manierismo, Barocco). E’ anche difficile ipotizzare un contatto con artisti europei. E’ nota tuttavia la presenza a Mosca dal 1474 di architetti ed artigiani italiani (e greci provenienti da Costantinopoli dopo la sua caduta). Successivamente furono all’opera maestranze germaniche. Sono emerse inoltre somiglianze con piante di Bramante, Antonio da Sangallo. Si discerne comunque uno “Spirito del tempo” e una concezione architettonica in sintonia con quella italiana. La Cattedrale è inclusa dal 1990 nella lista UNESCO del “Patrimonio dell’Umanità”.