Stefano Benazzo

Chiesa di Dmitrij Solunskij (San Demetrio di Salonicco), Arkhangelsk,...

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Architettonici

13 gennaio 2015

Chiesa di Dmitrij Solunskij (San Demetrio di Salonicco), Arkhangelsk, Russia

 

CHIESA DI DMITRIJ SOLUNSKIJ
 Costruita nel 1784 a Verchnaja Uftjuga (Uftiuga Superiore, distretto di Krasnoborsk, Regione di Archangelsk, Russia), la chiesa (ortodossa) di Dmitrij Solunskij (S. Demetrio di Salonicco, difensore della patria) è alta 40 metri. La cuspide rappresenta almeno la metà dell’altezza dell’intero edificio. In realtà tutta la chiesa non è altro che un enorme monolite che funge da piedistallo per la cuspide-obelisco.
 La struttura della chiesa è basata sulla tecnica del Block-Bau: sovrapposizione orizzontale ad incastro di tronchi di forma regolare fino a formare pareti attigue. Il corpo inferiore a quattro facciate (četverik) costituisce in sostanza la fondazione di questo piedistallo. Gli ordini di tronchi, salendo, vanno a formare una struttura bassa, con i tronchi notevolmente sporgenti agli spigoli, composta da otto facciate (vos’merik). Quattro delle otto facciate sono la diretta prosecuzione della struttura in tronchi del četverik. Il vos’merik, che assorbe il peso della cuspide a otto facce, si allarga nella parte superiore a sostenere il poval (parte aggettante della struttura in legno che serve da sostegno per le cupole e protegge le pareti dall’acqua piovana).. A differenza di tutte quelle conservatesi fino ai nostri giorni, questa cuspide è costruita senza ulteriori vincoli strutturali, rinforzi, travi o capriate. Visti dall’interno, gli ordini della cuspide si restringono in prospettiva e nella parte alta svaniscono nella semioscurità.
 La chiesa rimanda al concetto popolare del coraggio, della purezza d’animo e della forza titanica dell’eroe russo. Per conservare la compattezza della struttura verticale, i costruttori hanno rinunciato al refettorio sostituendolo con una leggera galleria-entrata “sospesa” su bracci di tronchi. Le pareti di sottili assi di legno raccolte “ad abete” con la loro superficie liscia cangiante ai raggi del sole, contrastano con il ritmo tranquillo e un po’ tetro della struttura di tronchi.
 La chiave interpretativa della chiesa di Dmitrij Solunskij consiste nella fusione tra l’eroica forza terrena e l’inarrestabile elevazione. Il rapporto tra forme e volumi dell’edificio non è semplicemente uno schema geometrico ben calcolato bensì l’opera ispirata di un architetto popolare che ha eretto la chiesa senza seguire canoni prestabiliti, ma assecondando il proprio ingegno e la propria sensibilità per la bellezza, che affonda le sue radici nel profondo di tradizioni secolari. Si costruiva a volte senza progetto, senza disegni ispirandosi unicamente alla propria sensibilità e alla propria esperienza architettonica.
 Alcuni elementi costruttivi sono particolarmente degni di nota. Ad esempio, la disposizione delle finestre del četverik: sul lato meridionale ci sono cinque finestre, mentre sul lato nord ve ne è solo una che, insieme alla bassa porta di accesso al podklet (parte inferiore dell’edificio), sottolinea la sobrietà delle pareti cieche.
Questa distribuzione diseguale delle finestre non è un capriccio del costruttore, ma un metodo appropriato e meditato: il maggior numero di finestre è disposto sul lato sud da dove proviene più luce, due finestre sono addirittura spostate verso l’abside per meglio illuminare l’iconostasi e le restanti tre sono raggruppate nella parte “pubblica” della galleria-entrata.
La struttura della parete ovest del četverik, a differenza dei lati nord e sud, è rigidamente simmetrica. Entrambe le sue finestre sopra la galleria si aprono alla stessa distanza dall’asse centrale sul quale si affaccia anche l’ingresso.
La galleria su mensole e la loggetta esterna creano una sorta di “seconda dimensione” dell’edificio, più dettagliata rispetto al volume comune, proporzionata alla statura dell’uomo. In questa parte della chiesa non viene sottolineata la dimensione verticale dell’edificio, bensì quella orizzontale, “terrena”, fondata sul principio tradizionale della contrapposizione delle forme architettoniche. Di conseguenza, sul lato occidentale il tetto non troppo alto della loggetta, con le linee verticali delle colonne intagliate, viene contrapposto alla fascia orizzontale della galleria.
Sui lati meridionale e settentrionale queste forme in pratica si scambiano i ruoli: la loggetta ha un orientamento allungato leggermente ricurvo, mentre le galleria, percepita insieme alle estremità dei tronchi sporgenti, appare estendersi più verso l’alto che in larghezza. In ogni caso la dimensione orizzontale predomina su ogni lato dell’ingresso.
 La semplicità e l’espressività estetica dei mezzi impiegati, la quasi totale assenza di decorazioni, il profilo snello e asciutto, l’armonia del legame tra strutture orizzontali e verticali, la vivace asimmetria, la quasi totale mancanza di successivi rifacimenti e ricostruzioni, di modifiche e ampliamenti, tutto questo ci permette di considerare la chiesa di Dmitrij Solunskij un monumento eccezionale dell’architettura popolare russa.