Stefano Benazzo

Chiesa dei Santi Arcangeli, Surdesti, Romania

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Architettonici

13 gennaio 2015

Chiesa dei Santi Arcangeli, Surdesti, Romania

 

CHIESA DEI SANTI ARCANGELI
 Costruita nel 1721 a Surdesti nel Maramures - una regione remota ed appartata, un tempo al centro di una catena montuosa ricchissima di foreste -, in Transilvania, la chiesa (greco cattolica) dei Santi Arcangeli, alta 72 metri, è la struttura in quercia più alta del mondo realizzata senza chiodi. La zona del Maramures rumeno ospita ancora oggi paesi e villaggi costruiti interamente in legno, nonché 800 chiese lignee, alcune delle quali sono considerate tra le massime opere di architettura popolare del pianeta.
 La struttura della chiesa, rivolta verso Oriente, ricorda lo stile gotico internazionale. Il portico, sorretto da 6 pilastri collegati da 2 architravi decorati, è stato aggiunto successivamente. Nella sua parte alta, è sorretto da 10 pilastri collegati da archi simili a quelli del livello inferiore. La cornice del portone d’ingresso è decorata con 4 corde intrecciate scolpite, che terminano in alto e in basso da ruote iscritte in cerchi scolpiti. Il tetto, ricoperto da scandole in quercia, è su due livelli, interrotti da una fila di finestre. Il campanile si eleva per 54 metri, tre volte l’altezza della chiesa, e comprende 4 torrette ai suoi angoli, simbolo del potere giurisdizionale conferito all’autorità locale, che aveva il diritto di comminare condanne alla pena capitale. La cella campanaria, circondata da una galleria, si trova oltre il livello del tetto. In cima al campanile, una mezza luna (sotto alla croce) simboleggia sia la coppa dell’Eucaristia che la vittoria del cristianesimo sull’Islam; essa era destinata ad evitare gli attacchi dei Tatari e la conseguente distruzione dell’edificio. All’interno, l’iconografia, risalente al 1783, è opera di diversi artisti: Ştefan Zugravul di Şişeşti l’abside, Stan la navata, un allievo di Stan il nartece. L’iconostasi è ben conservata, ma è stata recentemente ridipinta su quella originale.
 Le chiese del Maramures sono basate sulla tecnica del Block-Bau. L’entrata delle abitazioni e dei luoghi di culto era protetta da grandi croci intagliate. Gli interni bassi e scuri delle chiese riflettono i costumi della chiesa ortodossa. Chiese e abitazioni private ospitavano regolarmente cerimonie simili: le preghiere per l’anime di un parente defunto e la cerimonia per la nascita di un bambino, in cui il neonato veniva sollevato fino a fargli toccare con la testa la trave portante. Inizialmente prive di campanili, le chiese si distinguevano dalle case soltanto per l’abside, prima rettangolare, poi tronca pentagonale. La pianta più comune era simile a quella delle chiese ortodosse diffuse nel resto del paese e comprendeva un nartece (pronao), una navata (o naos) e un santuario (abside). In seguito vennero aggiunti portici decorati, elementi comunque non essenziali. A volte il tetto principale era a doppia falda, e la falda inferiore, prolungata, fungeva da copertura per il portico. La rientranza ricavata nella parte superiore della navata riduceva la larghezza della volta a botte e al contempo aumentava l’ampiezza del basamento dell’edificio. La sezione più bassa del tetto proteggeva la rientranza della parete e lasciava spazio libero in alto, davanti alle finestre del livello superiore.
 I campanili vennero aggiunte alla struttura originaria intorno al 1600. Essi erano fino ad allora ritenuti superflui perché, per chiamare i fedeli alla preghiera, si utilizzava la toacã (simandro). I primi esempi si rifacevano alle strutture difensive in muratura del Medioevo, come si evince dalla galleria lignea in aggetto, una reinterpretazione delle strutture difensive munite di caditoie. Nel Maramures si scelse di costruire sopra il nartece campanili costituiti da un telaio ligneo di membrature verticali tenute insieme da travi diagonali che partivano all’altezza della linea di colmo. A partire dal XVII secolo, i campanili furono arricchiti da elementi decorativi. Il motivo dell’altezza notevole dei campanili è simbolico: i fedeli credevano che le loro preghiere potessero così innalzarsi più facilmente a Dio.
 La tecnica costruttiva del Block-Bau, che ha predominato nelle aree (Scandinavia, Europa dal Mare del Nord al Mar Nero) ricche di fitte foreste (conifere, querce), si basa sulla sovrapposizione orizzontale ad incastro di tronchi di forma regolare fino a formare pareti attigue. All’estremità dei tronchi vengono praticate con ascia o accetta, per unirli, le tacche di giunzione: a culla, di sicurezza, a semi-coda di rondine. Possono essere utilizzati tronchi a tutto tondo, ma privati della corteccia (in Russia), o tronchi preventivamente squadrati (in Europa orientale) così da fare rimanere soltanto il cuore (il durame) cioè la parte che conferisce al legno la solidità strutturale. I tronchi devono essere incastrati fra loro almeno per l’intera sezione del tronco, per evitare che il legno si alteri a causa del peso. I tronchi venivano abbattuti in primavera e la costruzione iniziava un anno dopo. Le seghe non venivano usate per non incidere la fibra del legno esponendola al clima inclemente, mentre un colpo d’ascia ben assestato compattava la fibra.