Stefano Benazzo

Cattedrale della Trasfigurazione, Kizhi, Russia

  1. Home
  2. Modelli
  3. Architettonici
  4. Cattedrale della Trasfigurazione, Kizhi, Russia

Architettonici

13 gennaio 2015

Cattedrale della Trasfigurazione, Kizhi, Russia

 

CATTEDRALE DELLA TRASFIGURAZIONE
 Costruita nel 1714 sull’isola di Kizhi al centro del lago Onega in Carelia, ultima superstite di una serie di cattedrali (ortodosse) a più cupole costruite per volere di Pietro il Grande durante la Guerra del Nord intrapresa contro la Svezia (1700-1720) e che consacrò la Russia potenza europea. La Carelia era la prima linea contro gli invasori scandinavi ed era, all’epoca, densamente popolata.
 La tradizione russa di costruire cattedrali a più cupole vanta una storia antica. L’esempio più importante è la cattedrale di quercia di Santa Sofia la Grande a Novgorod, realizzata nella seconda metà del X secolo, di cui, però, rimangono soltanto testimonianze scritte.
 Si dice che, una volta ultimata la costruzione della Cattedrale, alta il doppio della chiesa di San Basilio a Mosca, il mastro carpentiere Nestor abbia gettato l’ascia nel lago esclamando :”Il mondo non ha mai visto, e non vedrà mai, qualcosa di simile!”. Nestor raccolse tutti gli elementi della tradizione locale e li combinò in un’unica, originalissima creazione. All’epoca, i carpentieri erano in grado sia di progettare che di realizzare edifici.
 La struttura della Cattedrale della Trasfigurazione è basata sulla tecnica del Block-Bau. Il corpo centrale è costituito da un ottaedro raccordato ad una croce greca; al di sopra si elevano due prismi ottagonali più piccoli e alla sommità del più alto di essi la più grande delle 22 cupole a bulbo dell’edificio. I tetti degli ordini inferiori presentano la tradizionale sagoma ondulata della bochka; ognuna di esse sostiene una cupola a bulbo, l’ultima delle quali,la ventiduesima, sovrasta infine l’abside che si apre sul lato orientale del piano terreno. I cinque ordini di cupole sono perfettamente integrati nella struttura piramidale tipica della Russia settentrionale: la sagoma è esaltata dalle scandole di “pioppo tremolo” (populus tremola) che contrastano con il colore scuro dei tronchi di pino.
 La Cattedrale sorge all’interno di un pogost, recinto sacro fortificato – tipologia molto diffusa nella Russia settentrionale – all’interno del quale si trovano diversi edifici e un cimitero. Il pogost di Kizhi comprende anche la chiesa dell’Intercessione (1764), in cui si svolgevano le funzioni sacre durante i freddi mesi invernali.
 All’interno della chiesa dell’Intercessione, come in tutte le chiese russe, i soffitti sono bassi e chiusi per mantenere caldo l’ambiente. Lo slancio “orizzontale” della chiesa, con le sue nove cupole disposte in una piramide poco elevata, contrasta con la sagoma della grande Cattedrale. L’ottaedro si innesta sul corpo rettangolare della chiesa; la scalinata sopraelevata è situata davanti alla Cattedrale, una soluzione asimmetrica in contrasto con la geometria della chiesa.
 L’architettura lignea russa, per quanto complessa, conserva una sembianza arcaica. Si sceglievano sempre tronchi di dimensioni omogenee che conferivano agli edifici proporzioni perfette rievocando allo stesso tempo la semplicità del materiale edile. Inoltre, il modulo di base costituito dal tronco offre il vantaggio di poter realizzare sagome ricurve. La cupola a bulbo, vera icona dell’architettura russa, era costruita con la stessa tecnica utilizzata per la parete che la sosteneva. Si disponevano prima i tronchi più corti a formare un ottagono cui si sovrapponeva un secondo ottagono leggermente più grande e così via, fino a formare quello realizzato con i tronchi di diametro maggiore, per poi ricominciare con quelli di diametro inferiore. Il tutto veniva poi perfezionato per ottenere curvature più accentuate e infine si disponevano sulla cupola le circa 40.000 scandole di copertura.
 La tecnica costruttiva del Block-Bau, che ha predominato nelle aree (Scandinavia, Europa dal Mare del Nord al Mar Nero) ricche di fitte foreste (conifere, querce), si basa sulla sovrapposizione orizzontale ad incastro di tronchi di forma regolare fino a formare pareti attigue. All’estremità dei tronchi vengono praticate con ascia o accetta, per unirli, le tacche di giunzione: a culla, di sicurezza, a semi-coda di rondine. Possono essere utilizzati tronchi a tutto tondo, ma privati della corteccia (in Russia), o tronchi preventivamente squadrati (in Europa orientale) così da fare rimanere soltanto il cuore (il durame) cioè la parte che conferisce al legno la solidità strutturale. I tronchi devono essere incastrati fra loro almeno per l’intera sezione del tronco, per evitare che il legno si alteri a causa del peso. I tronchi venivano abbattuti in primavera e la costruzione iniziava un anno dopo. Tutto l’edificio è stato costruito senza l’uso di chiodi e solo con l’ascia. La sega non veniva usata per non incidere la fibra del legno esponendola al clima inclemente, mentre il colpo d’ascia compattava la fibra (Stefano Benazzo).